Don Piero Albenesi

7 Gennaio 2026

Cari amici, fratelli e sorelle tutte,

al termine di questo tempo nel quale abbiamo più volte pregato davanti al Bambino e ci siamo ritrovati come comunità a pregare il Signore della vita, implorando il dono della pace, la nostra comunità è stata funestata da un evento improvviso e tremendo. Personalmente sono sprofondato in una tristezza e amarezza totale. Martedì pomeriggio, giorno dell’Epifania, il Duomo, come di consueto nei giorni di festa, è rimasto aperto dopo la celebrazione dell’Eucarestia mattutina. Verso le ore 14:30 due soggetti a me sconosciuti si sono introdotti in Duomo e, dopo aver tentato di scassinare il mobiletto dietro l’altar maggiore e il tabernacolo degli Oli Santi, si sono avventati sul tabernacolo. Con un cacciavite di grosse dimensioni hanno divelto la porta blindata e hanno frettolosamente sottratto due pissidi: quella normalmente usata e quella con le particole senza glutine. Dopo questo furto i malviventi si sono concentrati sull’elemosiniere davanti all’altare di San Ceccardo. Questo è il quinto furto con scasso che subiamo da quattro mesi a questa parte; mai però si era arrivati a minacciare il tabernacolo e il suo contenuto. Al mio ritorno in chiesa, verso le 17:30, felice di salutare le volontarie dell’associazione FIDAPA che hanno vigilato sull’apprezzatissima mostra di presepi che dal 21 dicembre è stata visitata da oltre due mila persone, la vista dell’accaduto mi ha fatto precipitare in uno sconforto totale. Al di là della rottura della porta del tabernacolo e della sottrazione delle due pissidi il fatto che siano state sottratte le particole consacrate è come se il nostro Duomo fosse sottratto del suo cuore pulsante. La prima persona che ho avvertito è stata il Vescovo con il quale abbiamo pregato e che mi è stato di profonda consolazione, ricordandomi come il Signore nel suo vero corpo abbia subìto oltraggi di tutti i tipi; successivamente ho chiamato il 112 che, anche grazie alle immagini della videosorveglianza, stanno risalendo agli esecutori del gesto. Con il Vescovo abbiamo pensato fin da subito di trovarci appena possibile per un momento di preghiera da lui presieduto. Ci auguriamo che le forze dell’ordine possano ritrovare le pissidi con il loro contenuto.

Ci diamo due appuntamenti per i prossimi giorni:

venerdì 9 gennaio alle ore 17:00 presso la Chiesa della Madonna del Carmine celebreremo la S. Messa, alle 17:30 catechesi sull’Eucarestia. Alle ore 18:15 – 19:00 Adorazione al Santissimo Sacramento.

Sabato 10 gennaio  alle ore 17:00 ci raccoglieremo per l’Adorazione Eucaristica e per la Santa Messa presieduta dal Vescovo, in Duomo (sono sospese le celebrazioni nelle altre chiese della città ).

 Il Signore ci dia conforto. Don Piero

Don Piero Albenesi

10 Gennaio 2026

Messa Riparatrice
Discorso

Caro Padre Mario, nostro pastore
cari rappresentanti delle istituzioni e delle forze politiche, civili e militari. Associazioni di volontariato sociale, fratelli e sorelle tutti

Al termine di questo tempo nel quale abbiamo più volte pregato davanti al Bambino e ci siamo ritrovati come comunità a pregare il Signore della vita implorando il dono della pace, la nostra comunità è stata funestata da un evento improvviso e tremendo.
Ci siamo salutati il giorno dell’Epifania con il consueto “Buona Pasqua” e da lì a poco nessuno avrebbe immaginato che ci saremmo trovati smarriti come la Maddalena al sepolcro che si dispera perché le hanno portato via il Signore e non sa dove l’hanno messo!
Abbiamo avuto paura del sepolcro vuoto, di quel buio, come quelle donne che vanno ancora con il buio al mattino… e siamo entrati in un Sabato santo, in un tempo di attesa dove la Grazia non ha mancato di farsi sentire.
Centinaia di persone hanno espresso dolore e tristezza, nel modo più maturo che si potesse pensare, senza vendetta, in modo disarmato, e il Signore si è mostrato in atti di affetto, da chi ha telefonato come Rosetta che compirà tra poco 105 anni, a chi governa la città, alle forze dell’ordine che hanno fatto di tutto per ritrovare quanto rubato, e poi ancora chi ha rilasciato testimonianze di amicizia forse non aspettate come gli amici anarchici del circolo qui in piazza, a chi comunque ha attivato mente e cuore per riflettere oltre l’emotività del momento, oltre il buio.
Forse il Signore ci ha detto che non patiremo, che lui non patirà più? Anzi! Ma ci ha sempre sostenuto dicendoci “io sarò con voi”, e allora dove se non nel Santissimo sacramento?
In quell’oltre dei discepoli di Emmaus: dopo aver spezzato il pane lo riconobbero… ma lui scomparve alla loro vista e fece come se dovesse andare oltre, e allora lo riconobbero…
Che cosa grande ci hai dato, e forse hai consentito tutto questo perché ce ne accorgessimo.
Perché potessimo scoprire quante occasioni ci dai, e come a una nostra preghiera ti fai pane per tutti. “Per voi e per tutti” come diciamo nella preghiera consacratoria. Dove sono questi per tutti… e quanto ci ricordiamo che questa comunione è per tutti e che questo è affidato a noi?
Un Signore che è nel tabernacolo, fisicamente nelle nostre chiese come nel nostro cuore, per essere portato fuori, mangiato o distribuito a un’umanità affamata e assetata di qualcosa che levi la fame e la sete.
Affamata relazioni vere, di essenzialità, di compassione, di relazioni di pace, affamata di Dio che è amore, anche se non lo sa.

Cosi è anche per queste persone che incoscientemente si sono avvicinate a questo pane consacrato, sono anche loro quei tutti a cui il Signore ci chiede di rivolgerci.
Da questo buio una luce nuova può illuminarci, è la luce che dice alla nostra chiesa di Carrara: senza di me invano faticano i costruttori, senza di me non potete costruire un Regno nuovo. E allora questo buio è l’occasione per apprezzare la luce. La luce della nostra città, delle decine di volontari che si fanno prossimo, la luce delle duemila persone venute a visitare i presepi, la luce della presenza dei nostri ragazzi del centro giovanile, la luce che vogliamo riaccendere visitando le famiglie per la Benedizione delle case, e ancora i tanti progetti anche sul nostro Duomo, la biblioteca e la chiusura del primo lotto di lavori alle facciate, gli scavi archeologici, con il ritrovo domani, festa del Battesimo di Gesù, dei bambini battezzati nel 2025 – e sono stati 21, e il Battesimo di due nuove creature, Olimpia e Bluma.
Un’amica ieri in un’intervista televisiva guardando il Duomo ha detto: ora non abbiamo più nemmeno dove andare a pregare.
Le porte del Duomo, come delle nostre chiese, non possono stare chiuse per paura, non potranno stare chiuse. Questa è la casa di tutti.
Abbiamo visto il buio per riscoprire la bellezza di tanta luce che ci abita, che sia occasione: per questo ringraziamo, facciamo eucarestia. IO SONO CON VOI FINO ALLA FINE DEL MONDO, dice il Signore. Tra poco si rinnoverà il prodigio e il pane nuovo sarà consacrato. Ci sarà un pane nuovo, per crescere in fraternità e accoglienza. Lo abbiamo risentito e riscoperto, Grazie Signore perché non ci lasci soli, e abbi pietà di noi.